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Euro 2016, per la Francia un’amarezza indicibile: non c’è stato il 2 senza 3
Foto Reuters

Euro 2016, per la Francia un’amarezza indicibile: non c’è stato il 2 senza 3

Non ricapiterà tanto facilmente, soprattutto non ricapiterà tanto presto: la nottata di Saint-Denis resta uno schiaffo indelebile nella grandeur della Francia deschampsiana, che cercava nel calcio la redenzione da tanti suoi mali quotidiani. Niente da fare: sono i Bleus ospitanti i grandi sconfitti di Euro 2016.

Ospitare la competizione in casa aveva fatto scintillare gli occhi a tutti i transalpini, memori dei grandi ricordi equivalenti a Euro 1984 e alla Coppa del Mondo del 1998: in quelle due occasioni la Francia trionfò sul suolo patrio.

In tanti dunque all’ombra della Torre Eiffel ambivano a realizzare il famigerato “non c’è due senza tre”, specie vedendo tutti i guai vissuti da un Paese affetto da tantissime tensioni socio-economiche e tecniche e col rischio di nuovi attacchi terroristici rimasto dietro l’angolo dopo gli attentati di Parigi dello scorso novembre.

Il calcio poteva rappresentare per la Francia il lavacro buono per cancellare tutto e tornare normali. Era stato addirittura già preparato il pullman scoperto per la festa sugli Champs-Élysées.

Invece i Bleus di Deschamps sono scivolati sul più bello, dopo una cavalcata trionfale fatta di tanti gol (miglior attacco con 13 reti segnate) e autostima crescente specie dagli ottavi in poi, dopo la rimonta di carattere sull’Irlanda.

Non tutto è da buttare, dice il commissario tecnico: ma certo ci si aspettava di più nella serata di Saint-Denis sia da Antoine Griezmann (che chiude col titolo di capocannoniere di Euro 2016, ma che non può essere consolato per la seconda finale persa in due mesi dopo la Champions contro il Real), sia dagli altri moschettieri come Giroud e Payet.

A deludere, sopra tutti, è stato ancora Paul Pogba: lo juventino, quando ha acceso la luce in questo Europeo, ha fatto faville; contro il Portogallo però è finito imbottigliato nel traffico del centrocampo senza riuscire a dare la giusta scossa a una squadra smossa, solamente, dai muscoli e dai polmoni di Sissoko (migliore in campo nella Francia peggiore del torneo).

I Bleus, è vero, sono andati più vicini al gol e forse avrebbero meritato di più: ma nel calcio non sempre chi domina poi vince. Serve carattere, serve cinismo: quello che alla Francia è mancato nella serata di Saint-Denis. La sensazione, a meno di 24 ore dalla fine di Euro 2016, è quella di una grandissima occasione gettata al vento. Deluso Deschamps, delusa la squadra, deluso un Paese: ma è questo il calcio, c’est la vie.


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