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Rio 2016, Viviani al settimo cielo: “La vittoria della vita”
Elia Viviani. Foto: @eliaviviani

Rio 2016, Viviani al settimo cielo: “La vittoria della vita”

Se la gode, Elia Viviani, se la gode meritatamente questa splendida medaglia d’oro conquistata nell’omnium ai Giochi Olimpici di Rio 2016. Un risultato che ripaga il ciclista azzurro delle tante delusioni subite in questi anni e che rilancia prepotentemente il ciclismo su pista italiano nuovamente al vertici internazionali.

È incredibile, non ho ancora capito cosa stia succedendo”, dichiara commosso ai microfoni di Rai Sport dopo aver ascoltato l’Inno di Mameli all’interno del velodromo olimpico. “È la vittoria più importante della mia vitaDa quattro anni pensavo a questa corsa“, aggiunge, confessando di aver gareggiato con un solo vero obiettivo, il gradino più alto del podio.

Istanti interminabili al momento della caduta che rischiava di compromettere tutto: “Mi ha un po’ scosso, ho dovuto cambiare la bici e mi sono preso un giro per capire come stavo. Ma mi sono detto che non potevo mollare“. E difatti ha mantenuto il sangue freddo l’atleta veronese, che racconta come “lo sprint a 20 giri dal traguardo è stato decisivo e mi ha permesso di godermi gli ultimi giri, un’emozione fantastica“.

Un successo strabiliante che getta nuova luce all’intero settore della pista che, guidato dal commissario tecnico Marco Villa, sta risalendo la china dopo anni bui. Risalivano infatti ad Atlanta 1996 gli ultimi allori olimpici in campo maschile con le prodezze di Silvio Martinelli, Andrea Colinelli e dello stesso Villa.

E l’Italia può essere la protagonista del domani, con Viviani che oggi “chiude un capitolo della carriera” dedicandosi prevalentemente agli obiettivi su strada, ma giura di rimanere sempre a disposizione per i ragazzi emergenti: “Dietro di me c’è molto: a Tokyo i ragazzi dell’inseguimento possono salire sul podio. Sarò sempre di aiuto per la pista”.

Infine i ringraziamenti: “Fondamentale il supporto di Marco Villa e del gruppo della nazionale: i miglioramenti nell’inseguimento li devo a Ganna ed è stato importante avere qui a Rio il quartetto. Grazie alla mia famiglia e a Elena [Cecchini, la fidanzata] che riescono a tenermi tranquillo”.


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